F. TROLETTI, L’opera di Giuliano Volpi nel presbiterio della chiesa di Conche e alcune riflessioni sulla sua attività

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  Giuliano Volpi è un pittore dell'800, formatosi a Bergamo. Il maestro ha operato come decoratore, pittore e restauratore. Il saggio mette il luce la sua attività di restauratore e pittore nella medesima chiesa con spunti di riflessione
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  247 L’ OPERA   DI  G IULIANO  V OLPI   NEL   PRESBITERIO   DELLA   CHIESA   DI  C ONCHE   E   ALCUNE   RIFLESSIONI   SULLA   SUA   ATTIVITÀ Federico Troletti Francesco Monti e i probabili collaboratori lasciarono la chiesa di San Giovanni Bat-tista a Conche di Sale Marasino intorno al 1750 spoglia: si pensi che le uniche aree decorate dovevano essere i quattro pennacchi e forse gli angioletti negli spicchi della cupola della navata 1 . Per circa centocinquanta anni così doveva apparire la chiesa ai devoti no a quando, forse sul nire dell’Ottocento, si vide l’intervento di Giuliano Volpi, pittore, decoratore e restauratore di Lovere, borgo della sponda bergamasca del lago di Iseo. Non si sa tramite quale via il Volpi approdò a Conche per ‘termina - re‛ l’incompiuta opera settecentesca; forse il pittore era già impegnato nella chiesa parrocchiale di Sale come restauratore. E non a caso si parla di terminare poiché ciò che si coglie, al di là della vena artistica e delle abilità del Volpi, è il buon gusto che ha mosso la sua mano nel proporre una decorazione che ben si fonde, seppur con le dovute distinzioni, con le precedenti opere del Monti e in generale anche con l’im - postazione architettonica dell’edicio (g. 149). L’intento dovette riuscire se monsi - gnor Guerrini nel 1932 descrive l’edicio con decorazioni recenti di Giuliano Volpi senza citare Francesco Monti 2 . Giuliano Volpi (1838-1913) inizia i suoi studi all’Accademia Tadini di Lovere e li prosegue, dal 1854 al 1866, all’Accademia Carrara di Bergamo 3 ; a Bergamo studia con il maestro Enrico Scuri seguendo i corsi di Pittura e Figura. Entrerà in amicizia con il pittore Ponziano Loverini 4 . La professione del pittore non si arresta neanche negli ultimi decenni di vita come documentato da vari lavori tra le due province di Brescia e Bergamo. Allo stato della ricerca non ho individuato documenti nell’Archivio Parrocchiale di Sale Marasino che informano sui lavori di Giuliano Volpi nel comune lacuale. Sono però a conoscenza di un atto di Pagamento al pittore Volpi  che, secondo una vecchia catalogazione, era posto nel faldone Cassa della Fabbriceria dell’Archivio Parroc - 1  In questo saggio riprendo una mia precedente scheda ampliandola e approfondendo alcune que - stioni sul modo di operare del pittore; F. T ROLETTI , La decorazione del presbiterio di Giuliano Volpi da Lovere , in La Chiesa di San Giovanni Battista a Conche , 14° Quaderno di «Vieni a casa», XVII, 4, n° 83, Brescia 2009, pp. 31-34. 2   P. G UERRINI , La pieve di Sale Marasino , in «Memorie storiche della Diocesi di Brescia», III, Brescia 1932; rist. anast. Esine (Bs) 1979, p. 33; Guerrini scrive che le “decorazioni, che illustrano la vita di S. Giovanni Battista titolare della chiesa, sono opera recenti di Giuliano Volpi da Lovere”. Non si capisce se l’omissione del nome di Monti sia dovuta a una svista, o Guerrini intendesse con le “decorazioni che illustrano la vita di San Giovanni” escludere le quattro sante che, in effetti, non fanno parte del racconto agiograco del Battista. A. F APPANI , Enciclopedia bresciana , XVI, Brescia 2000, p. 46, assegna a Volpi la “ Decapitazione di S. Giovanni Battista  e a lato dell’altare il Battesimo di Gesù ”, e gli Evangelisti   nei pennacchi della “elegante cupola”. Non mi è comprensibile il dato sulla collocazione “a lato dell’altare” del Battesimo di Gesù , che è posto invece nella cupola. Anche in questo scritto si tace sul nome Francesco Monti e sulle quattro martiri affrescate nella cupola della navata. 3  Per una biograa vedi F. N ORIS , Volpi Giuliano , in F. N ORIS  (a cura di), Dizionario Biografco dei Pittori Bergamaschi , Azzano San Paolo (Bg) 2006, pp. 537, 538, poi ripresa da A. F APPANI , Enciclopedia bresciana , XXI, Brescia 2007, pp. 323, 324. 4  Volpi, pur essendo di qualche anno più anziano del Loverini, è menzionato tra gli oltre 150 allievi di Ponziano Loverini; F. R EA , La scuola di Ponziano Loverini: professore di pittura ed educatore , in F. R OSSI   (a cura di),  Maestri e Artisti. 2000 anni della Accademia Carrara , Milano 1996, p. 102.  248  249chiale di S. Zenone di Sale Marasino. Rintracciando 5  questo pagamento potremmo forse avere dei chiarimenti in merito all’attività svolta a Sale dal pittore anche nella veste di restauratore. Dopo il confronto con altre opere del maestro, la datazione degli affreschi del presbi - terio di San Giovanni in Conche potrebbe essere ricondotta alla ne del XIX secolo. Questa datazione da me proposta è condivisa anche da Diana Motta Rubagotti 6  la qua- le, con i dovuti “forse”, colloca le opere di Conche al 1897. In Archivio Parrocchiale di Sale Marasino, come accennato precedentemente, si dovrebbe conservare il Pagamento al pittore Volpi  vergato nel 1897, probabilmente steso a mo’ di ricevuta del saldo di ne lavori. Penso che Volpi abbia operato attorno all’anno 1897 sia nella chiesa di Conche sia nella parrocchiale di Sale. In quest’ultima pare abbia restaurato la pala dell’altare delle SS. Reliquie . Si ripresenta quindi la situazione, già vista per altre fabbriche di Sale 7 , dove lo stesso pittore passa da una chiesa di una frazione all’altra e, con buona probabilità, nei medesimi anni. Non vi sono molti studi 8  sul pittore loverese. I dipinti realizzati rivelano una gran - de abilità nell’esecuzione dei volti e dei corpi, spesso inseriti in ambientazioni neo - classiche ben costruite nelle proporzioni e altrettanto ariose per la profondità delle vedute, ma di tanto in tanto con alcune escursioni ancora settecentesche. Dalle ope - re che ho potuto visionare per proporre un minimo di paralleli per questo saggio, posso dire che Volpi è spesso impegnato in cantieri dove vi sono delle superci da terminare. Il modus operandi  del maestro è di decorare le porzioni di muratura, o pale di altari, non ancora affrescate cercando di adeguarsi, nella scelta dei colori, dello stile e dell’iconograa, a ciò che vi è già presente nell’edicio. Lo si trova quindi a di - pingere come un pittore tardo cinquecentesco, ma pure come un artista neoclassico 9 . È probabile che tali abilità siano da ricercarsi nella multiforme cultura che segnò gli anni della sua formazione bergamasca. Proprio la città di Bergamo sarà interessata, verso la metà dell’Ottocento, dal quel “variegato eclettismo storico” che consentirà a Volpi di cimentarsi con la pittura cinque, sei e settecentesca; da qui il pittore assorbì modelli e “fonti d’ispirazione da cui trasse spunti formali e schemi compositivi, a seconda delle esigenze decorative delle istanze dei committenti” 10 . 5  Purtroppo alla data attuale, pur avendo chiesto ai colleghi che si occupano dell’Archivio Parrocchiale di Sale Marasino una verica, tale documento non è stato rintracciato. 6  Vedi la Cronobiografa  del pittore curata da Diana Motta Rubagotti all’interno del saggio D. M OTTA  R UBAGOTTI , F. N ORIS , Giuliano Volpi , in I pittori bergamaschi dell’Ottocento , II, Bergamo 1993, p. 433. 7  Vedi il caso di Francesco Monti presente sia nella chiesa parrocchiale sia in quella di Conche; Antonio Guadagnini è a Marasino e al Curetto; l’ignoto maestro dei primi decenni del XVI secolo affresca a Gandizzano e a Marasino. 8  Fondamentale sono nora i contributi della Motta Rubagotti   e il saggio collegato di F. N ORIS  , La critica , in M OTTA  R UBAGOTTI , N ORIS   1993, pp. 435-439. Volpi ebbe anche un’intensa attività come restauratore; vedi gli ultimi studi in M. P ACIA ,  Jan de Herdt a Lovere. Il recupero di un capolavoro e un ritratto inedito , in «i Quaderni», II, 1, n° 2, Gianico (Bs) 2009, pp. 47-62. 9  Vedi la tela di Bossico (  Madonna con il Bambino e i santi Pietro e Paolo , forse di ne ‘800) con uno schema tardo cinquecentesco, oppure lo sforzo di adeguarsi all’impianto settecentesco degli affreschi del Santuario della Via Crucis di Cerveno. In questo caso Giuliano Volpi è chiamato ancora una volta a completare la decorazione pittorica dell’ultimo vano (la Cappella del Sepolcro , XIV stazione della Via Crucis , 1869-70) che a distanza di più di un secolo dalle altre stazioni attendeva di essere completata. 10   P ACIA   2009, p. 49. Fig. 149 Giuliano Volpi, nella volta: Battesimo di Cristo ; negli spicchi: San Giovanni , San Matteo , 1897 ca.    250 Volpi eseguì parecchi restauri, anche con rimozione e collocazione su tela di molti affreschi, tra il Bresciano e il Bergamasco; ebbe incarichi alla Pinacoteca di Brescia e si occupò, tra i vari interventi, anche degli strappi del Romanino a Pisogne. Quindi un abile conoscitore delle tecniche artistiche anche del passato e avvezzo a interventi di integrazione su affreschi con una modalità “assolutamente arbitraria” 11 , secondo la concezione del restauro di quegli anni.Il catalogo di opere ad affresco e su tela del pittore è assai vasto e spesso con punte di alto livello, anche se talvolta giudicato di “gusto accademico” 12 , come nella pala, olio su tela del 1863, San Zenone libera la popolazione dalle acque (g. 45), della chie -sa parrocchiale di San Zenone a Gratacasolo. Penso che uno studio approfondito e completo, cui auspico, su Volpi potrebbe rivelarci un pittore con impensate abilità nel disegno — seppur non sempre portatore di innovazioni iconograche —, capace di cimentarsi tra affresco, decorazione a secco e olio su tela, e con un camaleontico talento che gli permise di valicare i secoli passando da uno stile all’altro 13 . 11   P ACIA   2009, p. 49. 12   A. B ERTOLINI , G. P ANAZZA ,  Arte in Vallecamonica. Monumenti e opere, III, parte seconda, Brescia 1994, p. 508. 13  Della stessa idea, pur partendo da altre opere e con diversi presupposti, è pure P ACIA   2009, p. 47, che scrive della “grande versatilità [del Volpi] e di una disinvoltura pratica del mestiere, che gli consentirono di dedicarsi a diversi generi e stili, passando dai dipinti ad olio alla decorazione murale Fig. 150 Giuliano Volpi, Battesimo di Cristo , particolare  251 Alla luce di quanto ho potuto comprendere mi sentirei di suggerire che il Volpi, anche per Conche, vada a operare — volutamente — per accordarsi con quanto già realizzato da Francesco Monti. Nella lunetta del catino absidale Volpi dipinge la Decollazione del Battista  (g. 152) ambientando l’episodio 14  in uno scevro fondale. Cosa che, invece, non accade nel Battesimo di Cristo 15  (gg. 149 e 150) dipinto nel grande ovale polilobato (con cornice in stucco dorata) della volta del presbiterio. Da apprezzare è l’ideazione del punto di vista della composizione: pur essendo il Cristo e il Battista frontali, c’è un forte scorcio del Giordano. Il ume, visto da sotto, dà di edici chiesastici […]”. 14  Al centro della composizione si trova la gura eretta del carnece mentre posa la testa di Giovanni Battista sul vassoio retto dalla donna vista di prolo; dietro a questa se ne scorge una seconda più anziana. Il corpo decollato del santo è a terra con il collo nascosto dal ceppo dell’esecuzione, che è macchiato di sangue. Il carnece tiene tra le mani una sorta di scimitarra insanguinata. A parte quest’ultimo dettaglio, Volpi ha preferito una rappresentazione epurata da elementi macabri. 15  L’elemento scenograco è ben studiato: Cristo è stante, in primo piano, con i piedi nell’acqua che è proveniente da una cascata retrostante. Il Battista, nell’atto di versare l’acqua sul capo di Gesù, poggia i piedi su un masso al centro del ume. Pure la moltitudine di personaggi che assiste al battesimo trova posto sulle grandi pietre immerse nel Giordano ma poste più di lato. Quasi al centro della volta si scorge lo Spirito Santo-Colomba da cui fuoriescono dei raggi luminosi che raggiungono il Figlio. Fig. 151 Giuliano Volpi, Battesimo di Cristo , particolare
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