Recensione a: Federica Depaolis, Tra i libri di Indro. Percorsi in cerca di una biblioteca d’autore, Pontedera, Bibliografia e Informazione, 2013, in «Bibliothecae.it», III (2014) 2, p. 253-254.

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  Recensioni 253 zione semantica, attraverso l’uso del Nuovo Soggettario , di alcune schede già presentate precedentemente. «Considerando che l’approccio di ricerca a bandi, manifesti e fogli volanti passa, accanto alla ricerca per magistratura emanante, per la ricerca per argomento oggetto del documento, l’indicizzazione semantica del materiale documentario a stampa è un’operazione che porterebbe un si-gnificativo valore aggiunto al recupero catalografico possibile attraverso la de-scrizione formale» (p. 698).Conclude il volume la bibliografia di riferimento. Francesca Nepori  Federica D EPAOLIS , Tra i li-bri di Indro. Percorsi in cerca di una biblioteca d’autore , Pontedera, Bibliografia e Informazio-ne, 2013, XIII, 243 p., ill. (Notiziario bibliografico toscano. Quaderni; 9), ISBN 978-88-907250-6-7, € 20.Dedicato alla ricostruzione della biblioteca privata di Indro Montanelli (1909-2001), il volume si inserisce nel filone di studi relativo alle “bibliote-che d’autore”.Al di là dei pioneristici studi di Francesco Barberi, Attilio Mauro Ca-proni, Luigi Crocetti e Alfredo Serrai, è in particolare negli ultimi quindici anni che la biblioteconomia italiana – e specie in ambito professionale – ha riservato un’intensa e costante atten-zione al tema, da un punto di vista sia teorico sia pratico. Una nutrita serie di convegni (e relativi atti) ne sono te-stimonianza: Conservare il Novecento  (2000),  Biblioteche d’autore. Pubblico, identità, istituzioni   (2003), Collezioni speciali del ‘900. Le biblioteche d’auto-re. Definizione e gestione  (2004), Carte libri memoria. Conservare e studiare gli archivi di persona  (2007), Collezioni speciali del Novecento. Le biblioteche d’autore  (2008) e Conservare il Nove-cento  (2009).In tale contesto un ruolo di primo piano ha svolto il Gruppo Biblioteche d’autore dell’AIB nato nel 2004, che ha tra l’altro formulato una precisa de-finizione di biblioteca d’autore (il te-sto, redatto da Laura Desideri e Maria Cecilia Calabri nel 2008, è disponibile in rete all’indirizzo <http://www.aib.it/aib/cg/gbautd04>).Il volume di D. dà conto con grande puntualità dello stato dell’arte sull’ar-gomento e in tal senso si collocano il capitolo introduttivo ( Collezioni d’au-tore , p. 1-30) e la corposa bibliografia (p. 223-227), che costituiscono di per sé un solido punto di riferimento per gli studiosi del settore.La raccolta di Montanelli è oggi conservata a Fucecchio presso la Fon-dazione Montanelli Bassi (<http:// www.fondazionemontanelli.it/sito/>). Complessivamente la biblioteca della Fondazione è composta da quasi 8000 volumi, dei quali il nucleo maggiore (quasi 5000) proviene appunto dalla donazione del giornalista. Lo studio di D. non si occupa però dell’intero cor-pus dei volumi da lui donati, bensì di una selezione e ricostruzione di quei libri che Montanelli ha certamente let-to, consultato o con i quali ha instau-rato un rapporto significativo e consa-pevole (raccolta però costituita anche dai doni, dai numerosi libri ricevuti per recensione o dalla ricca biblioteca della seconda moglie Colette Rosselli). Questa «raccolta iperfiltrata» (p. 34),  B IBLIOTHECAE . IT 254 che conta 1905 unità bibliografiche, ci viene puntualmente restituita da D. nel secondo capitolo del libro (  La biblioteca che c’è , p. 31-68) e nel Cata-logo  posto in appendice (p. 107-221). Il catalogo – redatto con l’obiettivo di mettere in luce i libri «che meglio di altri riflettessero interessi culturali, esi-genze professionali, relazioni interper-sonali del possessore Montanelli» (p. 103) – costituisce il punto di forza del volume, specie se intravisto come pos-sibile modello di riferimento per ana-loghe ricerche. Il corpo della scheda tipo (con formula citazionale short ) è diviso in quattro campi: autore; titolo e dati di pubblicazione; collocazione; campo note. Quest’ultimo campo pre-vede sia gli eventuali riferimenti che Montanelli ha fatto a quell’opera nei suoi scritti, sia le preziose informazioni d’esemplare (segnalazione di postille, dediche, sottolineature, etc.).Complessivamente, il libro resti-tuisce le peculiarità della biblioteca montanelliana su un duplice versante: da un lato ricostruendone gli aspetti “esterni” (fisionomia e consistenza), dall’altro quelli “interni”, vale a dire il rapporto, l’uso (o il non uso) che il possessore ha avuto con i suoi libri. Ne fuoriesce l’immagine di una biblio-teca tutto sommato esigua, composta in particolare dai libri funzionali al lavoro quotidiano. Pur avendone cer-tamente accumulati molti di più dei  5000 oggi presenti presso la Fonda-zione, Montanelli conserva negli anni soltanto quelli “essenziali” e si priva dei restanti. Come D. sottolinea a più riprese, Montanelli non considerava la sua biblioteca «né sacra né intoc-cabile» (p. 29), non avendo cioè una vocazione collezionistica o una predi-sposizione alla conservazione organica ed ordinata dei suoi libri. Paradigma-tica appare allora una frase dello stes-so Montanelli che, parlando della sua biblioteca, disse: “Ad un corsaro cento libri bastano”. Enrico Pio Ardolino Angela N UOVO , The Book Trade in the Italian Renais-sance , translated by Lydia G. Cochrane, Leiden – Boston, Brill, 2013, 474 p. ill., (Library of the Writ-ten Word, 26), ISBN  978-90-04-24547, € 136 ($ 189).Una premessa innanzitutto: a dif-ferenza di quanto il lettore italiano potrebbe pensare, non ci troviamo as-solutamente di fronte a una semplice traduzione del fondamentale saggio pubblicato dall’autrice nel 1998 e poi riedito nel 2003 in una versione rive-duta e aggiornata (Angela Nuovo.  Il commercio librario nell’Italia del Ri-nascimento . Milano, Franco Angeli, 1998; 2003 2 ). Per accorgersi delle so-stanziali differenze tra le due versioni di questo testo imprescindibile degli studi di storia del commercio libra-rio basta d’altronde semplicemente confrontare parallelamente gli indici di ambo le edizioni; così facendo ap-paiono evidenti non solo i notevoli incrementi delle singole sezioni, ma anche – e soprattutto – la concreta ri-definizione dell’argomento e la totale riorganizzazione strutturale dell’ope-ra. Andiamo ora a effettuare una de-scrizione del testo così come ripartito in questa nuova edizione pubblicata dalla prestigiosa casa editrice olandese Brill. Il libro si suddivide in tre sezio-ni principali ( Commercial networks ; Production ; Selling and distribution ) a
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