La città in fermento The City is Humming

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  Malgrado le numerose contraddizioni, oggi la capitale del Messico rappresenta una delle scene più vivaci del panorama internazionale dell'architettura. Grazie a ottimi progettisti e a una sincerità costruttiva agevolata anche da un clima mite e
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  8584 569 569 La città in fermento The City is Humming TXT_  ANDREA BALESTRERO Malgrado le numerose contraddizioni, oggi la capitale del Messico rappresenta una delle scene più vivaci del panorama internazionale dell’architettura. Grazie a ottimi progettisti e a una sincerità costruttiva agevolata anche da un clima mite e dal basso costo della manodopera. Qui presentiamo cinque opere recenti, dal grattacielo mixed-use al piccolo interno risolto con sapienza artigianale Despite its numerous contradictions, the capital of Mexico can boast one of the liveliest scenes in international architecture. Thanks to excellent designers and an honest level of construction, made easier by a mild climate and low labour costs. Here we present five recent works, ranging from a mixed-use skyscraper to a small interior handled with artisan skill    A   L   F   O   N   S   O   M   E   R   C   H   A   N   D  8786 569 569 TORRE REFORMA / LBR&A  Il Fondo Monetario Internazionale è stato il primo ad annunciare, qualche anno fa, l’arrivo del Mexican Moment. Poi nelle sale è uscito Spectre , l’ultima avventura di James Bond che con le spettacolari scene iniziali – frutto dei contributi governativi alla produzione – ha concorso a proiettare Città del Messico nell’immaginario collettivo globale e ad attirare investimenti stranieri nel Paese. La crescente attenzione internazionale per il Messico ha fatto parlare della sua capitale come di una “nuova Berlino”, residenza d’elezione di intellettuali, artisti, designer e creativi internazionali, attratti dal fermento culturale, dalla vivibilità, dall’amabilità della gente, dal basso costo della vita e del mercato immobiliare. Ciò è vero, ma riguarda in realtà pochi quartieri che la classe medio-alta, prevalentemente bianca, si è ricavata all’interno di una megalopoli problematica che sta comunque vivendo un momento di grande rinnovamento. Ne è testimonianza la costruzione del nuovo aeroporto internazionale, progettato da Norman Foster e Fernando Romero, per un investimento equivalente a circa 9 miliardi di euro che dovrebbe concludersi per la fine del 2020. Situata al centro dell’ormai quasi prosciugato lago The International Monetary Fund was the first to announce, a few years ago, the arrival of “Mexico’s moment”. Then came the release of Spectre  , the latest James Bond adventure whose spectacular opening scenes – the fruit of government tax incentives for production – have helped to put Mexico City on the global stage and to attract foreign investment. The growing international attention paid to Mexico has led people to talk of its capital as a “new Berlin”, a residence of choice for intellectuals, artists, designers and creative people in general, attracted from all over the world by its cultural ferment, its liveability and the friendliness of its inhabitants, as well as the low cost of living and  property. All of this is true, but in reality, it applies to just a few districts that the predominantly white upper middle class has carved out for itself in a megalopolis with problems that is nevertheless going through a period of great renewal. Evidence of this renewal is provided by the construction of the new international airport, designed by Norman Foster and Fernando Romero, at a cost of around 9 billion euros, which ought to be completed by the end of 2020. Located in the middle of the now almost completely drained Lake Texcoco, one of the Questo elegante grattacielo alto 245 metri è sostenibile, intelligente e attento al contesto. Rifiuta il paradigma della torre di acciaio e vetro, ma non rinuncia a offrire ai suoi abitanti panorami mozzafiato sulla città. Torre Reforma is a 246-metre-high building that is sustainable, smart and attentive to its context, rejecting the  paradigm of the steel-and-glass skyscraper but still offering its occupants breath-taking panoramas of the city.    A   L   F   O   N   S   O   M   E   R   C   H   A   N   D   A   L   F   O   N   S   O   M   E   R   C   H   A   N   D   A   L   F   O   N   S   O   M   E   R   C   H   A   N   D  8988 569 569 Project Torre Reforma  Architect LBR&A Architects/ Benjamin Romano Structural Design  ARUP New York Local Structural Engineers Dr. Rodolfo Valles Mattox/ DITEC MEP Engineering Design  ARUP Los Angeles Electrical Engineering Uribe Ingenieros Asociados Plumbing Engineering Garza Maldonado y Asociados S.C. HVAC Engineering DYPRO IT Engineering Honeywell Site area 2,800 sqm Built area 87,000 sqm Building footprint 2,800 sqm Location Mexico City FAÇADESROOF PLANSKY LOBBY / 22ND FLOORGROUND-FLOOR PLAN Southern façadeSouth-eastern façadeEastern façadeNothern façadeSouth-western façade   I grandi setti di cemento armato, ispirati all’architettura pre-ispanica, sono stati progettati in modo da permettere il movimento della struttura, organizzata in 14 “cluster” di quattro piani, affinché resista alla frequente attività sismica che caratterizza Città del Messico. The great diaphragms of reinforced concrete, inspired by pre-Hispanic architecture, have been designed in such a way as to permit movement of the structure, organized in 14 “clusters” of four storeys, so that it can withstand the frequent earth tremors to which Mexico City is subject.    A   L   F   O   N   S   O   M   E   R   C   H   A   N   D  9190 569 569 EDIFICIO SONORA 113 / Iñaki Echeverria di Texcoco, uno dei cinque su cui sorgeva l’antica capitale dell’impero Azteco, la nuova aerostazione non è priva di contraddizioni. Punta a essere totalmente ecosostenibile, ma prenderà il posto di quella che doveva essere una riserva ecologica, un’area per la quale diversi progetti (tra cui spiccano quelli di Alberto Kalach e di Iñaki Echeverria) prevedevano di ripristinare la condizione lacustre come misura per stabilizzare il precario equilibrio idrogeologico della conca vulcanica in cui sorge Città del Messico. Il modo migliore per cogliere una visione d’insieme della metropoli è percorrere il Periférico, l’autostrada urbana che abbraccia le aree più centrali. Lungo le carreggiate laterali destinate al traffico locale sono evidenti i tagli brutali che la viabilità ha operato su un tessuto complesso che mescola aree residenziali protette, centri direzionali e commerciali, quartieri popolari auto-costruiti. Dall’alto del Segundo Piso, la soprelevata con cui l’amministrazione locale ha recentemente tentato di ovviare ai perenni ingorghi di traffico, è possibile osservare – smog permettendo – la sterminata distesa della città, punteggiata di cantieri che testimoniano un’intensa attività edilizia. Quando il Periférico si avvicina five lakes on which the ancient capital of the Aztec empire used to stand, the new terminal is not free of contradictions. It aims to be totally environmentally friendly and sustainable, but will take the place of what was supposed to be an ecological reserve, an area for which a number of projects (outstanding among them those of Alberto Kalach and Iñaki Echeverria) envisaged restoring the lake as a means of stabilizing the precarious hydrogeological equilibrium of the volcanic basin in which Mexico City is located. The best way to get a general view of the metropolis is to drive along the Periférico, the urban motorway that runs around the central areas. Along the lanes at the sides used by local traffic the brutal cuts that the road system has made in a complex fabric that mixes protected residential areas, office and commercial districts and self-built working-class neighbourhoods are evident. From the height of the Segundo Piso, the elevated road with which the local government has recently tried to find a solution to perennial traffic jams, it is possible to see – smog  permitting – the boundless expanse of the city, dotted with building sites that bear witness to intense building activity. Among the skyscrapers that line the Periférico as it approaches its intersection L’edificio in Avenida Sonora concentra in un lotto dalla superficie ridotta un programma molto denso, con cinque piani fuori terra e uno interrato, riuscendo a integrare tutti gli elementi e articolando in maniera complessa i rapporti con il contesto. This building on Avenida Sonora crams a very dense programme into a plot of small size, with five floors above ground and one below, succeeding in integrating all the elements and handling the relations with the context in a complex manner. a incrociare il monumentale Paseo de la Reforma, tra i grattacieli che lo costeggiano emerge la appena completata Torre Reforma, progettata dallo studio LBR&A di Benjamin Romano. Snello prisma irregolare di 57 piani per 246 metri a pianta triangolare, presenta due fronti pressoché ciechi di cemento armato che fungono da struttura portante e accolgono al vertice il nucleo distributivo. I solai sono appesi grazie a un sistema di tiranti diagonali, lasciando i piani completamente liberi da pilastri. Il terzo lato è costituito da una facciata di vetro che compie una rotazione di 45 gradi per proiettarsi vertiginosamente sulla città, con uno sbalzo che raggiunge i 14 metri. La sagoma dell’edificio è così modulata per massimizzare la superficie edificabile consentita dalle normative e ottimizzare le prestazioni energetiche di un edificio particolarmente attento all’ambiente. Le soluzioni ingegneristiche spettacolari non si limitano a questo, la torre è stata infatti costruita in parte sul lotto di una casa degli inizi del XX secolo che è stata spostata per permettere la realizzazione dello scavo di fondazione, per poi essere ricollocata nella sua posizione srcinale. Il boom edilizio, del resto, ha reso la conservazione di edifici preesistenti un tema progettuale sempre più ricorrente, che gli architetti messicani affrontano con atteggiamento pragmatico, senza che ciò impedisca di imbattersi in esempi interessanti. Se ne possono osservare vari percorrendo le strade di Condesa, quartiere residenziale sorto tra gli anni Venti e Trenta del Novecento e che negli ultimi quindici anni si è trasformato in una delle zone più attrattive per le giovani generazioni benestanti. Un edificio with the monumental Paseo de la Reforma, the recently completed Torre Reforma, designed by Benjamin Romano’s LBR&A studio, stands out. A slender and irregular 57-storey prism with a triangular plan and a height of 246 metres, it has two almost completely blind fronts of reinforced concrete that act as the load-bearing structure and are topped by a distributive core. The floor slabs are hung from a set of diagonal tie-beams, leaving the internal spaces completely free of pillars. The third side consists of a glass façade that turns through an angle of 45 degrees to offer vertiginous views of the city, with an overhang of 14 metres. The shape of the tower is modulated in this way to maximize the buildable area permitted by the regulations and to optimize the energy performance of a building particularly attentive to the environment. The spectacular engineering solutions are not confined to these features. In fact the tower was constructed in part on the site of a house dating from the beginning of the 20 th  century that was moved to permit the digging of the foundations and then put back in its srcinal position. The construction boom has made the preservation of existing buildings an increasingly common theme for design, and one to which Mexican architects take a pragmatic approach, but this does not mean that it is not possible to come across some interesting examples of this practice. Several of these can be seen driving along the streets of Condesa, a residential district laid out in the 1920s and ’1930s that has been transformed over the last fifteen years into one of the most attractive areas for well-to-do    J   A   I   M   E   N   A   V   A   R   R   O   L   U   I   S   G   O   R   D   O   A   L   U   I   S   G   O   R   D   O   A  9392 569 569 Project Edificio Sonora 113  Architect Iñaki Echeverria Client Privat Timing 2010-2015 Built area 2,702.80 sqm Location Mexico City CROSS SECTIONGROUND-FLOOR PLANTYPICAL FLOOR PLAN   L’arretramento dal marciapiede crea un piccolo patio di accesso, senza distinzione tra veicoli e pedoni, mentre la piccola casa preesistente è conservata per ospitare spazi commerciali. The setting of the building back from the pavement creates a small entrance patio, with no distinction between vehicular and pedestrian access, while the small pre-existing house has been preserved to house commercial premises.    L   U   I   S   G   O   R   D   O   A
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