La certificazione di qualità ai fini della sicuREZZA E IL CODICE DI PRATICA

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  Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Comitato Centrale per l’Albo degli Autotrasportatori. La certificazione di qualità ai fini della sicuREZZA E IL CODICE DI PRATICA. DOTT.SSA : ARIANNA GIORDANO. LA QUALITA’: ELEMENTI DEFINITORI.
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Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Comitato Centrale per l’Albo degli AutotrasportatoriLa certificazione di qualità ai fini della sicuREZZAE IL CODICE DI PRATICADOTT.SSA: ARIANNA GIORDANOLA QUALITA’: ELEMENTI DEFINITORIL’espressione “QUALITÀ” assume connotazioni peculiari a seconda se sia riferita ad un prodotto (bene o servizio) o al sistema aziendale.CON L’ESPRESSIONE “QUALITÀ DI UN PRODOTTO” SI INTENDE:
  • il grado di conformità di un prodotto e delle sue caratteristiche ai requisiti stabiliti in sede di progettazione;
  • l’idoneità di un prodotto all’uso;
  • il grado secondo cui un prodotto soddisfa i clienti;
  • CON L’ESPRESSIONE “QUALITÀ DI UN SISTEMA” SI INTENDE:
  • L’insieme di pratiche, responsabilità, politiche e procedure usate da un’organizzazione per implementare e preservare livelli di qualità nei prodotti, processi e servizi
  • LA QUALITA’: BREVI CENNILa certificazione del sistema qualità aziendale, nasce dalla volontà dell'impresa di far "giudicare" da un ente o istituto di certificazione, che tutte le azioni di controllo nell'intera filiera produttiva, indicate nei propri documenti della qualità (manuale, procedure, istruzioni ecc.), siano conformi e rispondenti alle norme di riferimento e, soprattutto, recepite, attuate e consolidate all’interno dell'azienda.L’Ente di certificazione, una volta riscontrata la rispondenza tra quanto descritto nei documenti e la prassi quotidiana, rilascerà la certificazione e manterrà nel tempo un controllo sull'impresa, avendo il potere di annullare la certificazione stessa nel momento in cui dovesse riscontrare forti anomalie e non conformità tali da compromettere la garanzia della qualità. LA QUALITA’: PROCEDURE DI VALUTAZIONELa valutazione viene attuata attraverso le seguenti fasi:
  • Istruttoria: valutazione, con l'esame del manuale della qualità ed eventualmente delle procedure di sistema
  • Visita di valutazione (audit): visita di valutazione sul campo, per una approfondita verifica dell'effettiva applicazione del sistema qualità aziendale approvato nella fase istruttoria. la composizione del gruppo di verifica è definita garantendo coperture specialistiche.
  • Rilascio di un certificato di conformità: valutazione della certificabilità dell'azienda, quando abbia esito positivo, determina l'emissione del certificato di conformità del sistema qualità aziendale o, in caso contrario, la richiesta di interventi correttivi.
  • Visite di sorveglianza: dopo la certificazione,l'azienda è sottoposta a visite di sorveglianza, che vengono generalmente effettuate con frequenza annuale, con procedure analoghe a quelle di valutazione, ma con verifiche circoscritte ad alcune aree o attività aziendali.
  • LA NORMATIVA_1
  • LA DISCIPLINA DELLA “QUALITA’” NEL SETTORE DELL’AUTOTRASPORTO E’ PREVISTA DA RECENTI PROVVEDIMENTI:
  • LEGGE 1° MARZO 2005, N. 32: “Delega al governo per il riassetto normativo del settore dell’autotrasporto di persone e cose” (art. 2 – principi e criteri direttivi – 2.1 lettera b) punto 8).
  • D. LGS. 21 NOVEMBRE 2005, N. 284: “Riordino della consulta generale per l’autotrasporto e del comitato centrale per l’albo nazionale degli autotrasportatori” (Art. 9 – Attribuzioni punto 2 lettera e)).
  • D.LGS. 21 NOVEMBRE 2005, N. 286:“Disposizioni per il riassetto normativo in materia di liberalizzazione regolata dell’esercizio dell’attivita’ di autotrasportatore” ( ART. 11 – Certificazione di qualità per specifiche categorie di trasporto punti 1.2 e 3)
  • D.DIRIGENZIALE DEL MINISTERO DEI TRASPORTI 17/02/2006:“Definizione di modalita’ e tempi per l’adozione volontaria di sistemi di certificazione di qualita’ da parte delle imprese di autotrasporto in attuazione dell’art. 11, c.3, del d.lgs 286/2005”
  • LA NORMATIVA_2
  • DELIBERA N. 14/06 DEL MINISTERO DEI TRASPORTI – COMITATO CENTRALE:
  • “Definizione degli indirizzi in materia di certificazione di qualita’ delle imprese che effettuano trasporti di merci pericolose, derrate deperibili, rifiuti industriali, prodotti farmaceutici….” – adozione del codice di pratica dei sistemi di gestione della sicurezza dell’autotrasporto
  • DELIBERA N. 15/06 DEL MINISTERO DEI TRASPORTI – COMITATO CENTRALE:
  • “Istituzione dell’elenco degli ispettori della qualita’ e sicurezza delle imprese di autotrasporto”
  • DELIBERA N. 23/06 DEL MINISTERO DEI TRASPORTI – COMITATO CENTRALE:
  • programma definitivo del corso di formazione per ispettori/valutatori di sistemi della qualita’ ai fini della sicurezza;
  • modalita’ di espletamento dell’esame e criteri di valutazione
  • ABOLIZIONE DELLA CONSULTAL’ABOLIZIONE DELLA CONSULTA GENERALE PER L’AUTOTRASPORTO E LA LOGISTICA E’ PREVISTA DALL’ART. 12 C. 2 DELLA Legge 135/2012, NELL’AMBITO DELLA SPENDING REVIEW.CON L’ABROGAZIONE DELLA CONSULTA DECADE L’UNICO TAVOLO DI CONFRONTO FRA L’AUTOTRASPORTO E IL MONDO DELLA COMMITTENZA E CON ESSA VENGONO MENO ANCHE TUTTE LE COMMISSIONI DI STUDIO DA QUESTA PROMOSSE, SOPRATTUTTO L’OSSERVATORIO SUI COSTI, VALE A DIRE IL SOGGETTO CHE DEVE, PER DISPOSIZIONE DI LEGGE:
  • MENSILMENTE PROVVEDERE ALLA PUBBLICAZIONE DEI COSTI DI ESERCIZIO SULLA BASE DELL’ANDAMENTO DEL COSTO DEL GASOLIO
  • OGNI SEI MESI, RIPARAMETRARE TUTTE LE ALTRE VOCI DI COSTO CONSIDERATE
  • RICORSO AL TARAD OGGI E’ ANCORA IN ATTO UN RICORSO AL TAR CONTRO L’ART. 83 BIS D.L. 112/2008 CHE HA INTRODOTTO I COSTI MINIMI DI SICUREZZA.L’AVV. RICORRENTE CHE RAPPRESENTA CONFINDUSTRIA, ANFIA ED ALTRI SOGGETTI SOSTIENE CHE IN QUESTO MODO SI SIA REINTRODOTTO UN SISTEMA DI TARIFFE MINIME COSI’ COME PREVISTO DALLA LEGGE 298/74L’INTERVENTORE AD OPPONENDUM OSSIA L’AVVOCATO CHR RAPPRESENTA GLI INTERESSI DEL MIT (CONTRO IL QUALE E’ STATO PRESENTATO RICORSO) SOSTIENE CHE VI SIA UN VIZIO DI FONDO NELLA TEORIA DEL RICORRENTE OSSIA LA CONFUSIONE TRA COSTO E TARIFFA: MENTRE IL SISTEMA TARIFFARIO PREVISTO DALLA 298/74 MIRAVA A GARANTIRE UN’EQUA RETRIBUZIONE PER I SERVIZI DI TRASPORTO RESI MEDIANTE TARIFFE DETERMINATE DA UN SISTEMA TARIFFARIO VINCOLATO , I COSTI MINIMI TENDONO A GARANTIRE NON UN MARGINE DI PROFITTO PER L’IMPRESA MA UNA MAGGIORE SICUREZZA SOCIALELE IMPRESE CERTIFICATEPerchè la certificazione non riguarda tutte le imprese di autotrasporto ma esclusivamente il settore delle merci pericolose, rifiuti industriali, derrate deperibili e prodotti farmaceutici?I motivi sono molteplici, ma ne evidenziamo uno preminente: un’attività di certificazione estesa a tutte le imprese di autotrasporto avrebbe comportato studi, organizzazione accertamenti e coinvolgimenti richiedenti tempi e forse trattative non brevi. La procedura di certificazione è stata quindi adottata prioritariamente nei confronti di quelle imprese di autotrasporto per le quali è necessario garantire maggior sicurezza e regolarità in relazione alla gravità delle conseguenze che possono derivare anche da semplici trascuratezze o inosservanze.QUALITA’/SICUREZZA: BINOMIO INSCINDIBILE CERTIFICAZIONE VOLONTARIAIL SISTEMA DI GESTIONE DI QUALITA’ NON PUO’ ESSERE IMPOSTO ALL’IMPRESA DA ORGANISMI O AUTORITA’ ESTERNE, MA CORRISPONDE AD UNA LIBERA SCELTA IMPRENDITORIALE ADOTTATA PER MOTIVI DI SICUREZZA E CONVENIENZA. E’ EVIDENTE, INFATTI, CHE IL POSSESSO DI UNA CERTIFICAZIONE CONSENTE ALLA COMMITTENZA DI POTER FARE AFFIDAMENTO SU UN REGOLARE ESPLETAMENTO DELL’ATTIVITA’ DI TRASPORTO RELATIVAMENTE A MERCI AVENTI CARATTERISTICHE PARTICOLARI (4 FILIERE).INCENTIVI ALLA CERTIFICAZIONEE’ CHIARO CHE OCCORRE INCENTIVARE IL RICORSO ALLA CERTIFICAZIONE DI QUALITA’ CHE OGGETTIVAMENTE COMPORTA DEI COSTI PER L’AZIENDA STESSA.VA INCENTIVATA .
  • ATTRAVERSO UNO SCHEMA PREMIANTE: COME I PREMI INAIL (SU QUESTO PUNTO SONO STATI AVVIATI I PRIMI COLLOQUI CON L’INAIL STESSA)
  • ATTRAVERSO LA CONSAPEVOLEZZA CHE LE AZIENDE CHE OPERANO IN SICUREZZA OFFRONO UN DELTA IN PIU’ SUL MERCATO
  • IL PERCHE’ DELL’ACCREDITAMENTO DA PARTE DEL C.C.Considerato che il settore dell’Autotrasporto è molto specifico, è sembrato opportuno che l’attività degli Enti di Certificazione fosse guidata dal Comitato Centrale dell’Albo, in termini di comportamento, deontologia, del messaggio e della Vision che lo stesso Comitato ha intenzione di trasmettere alle aziende.Per tali motivi si sono individuate tre leve ad alto contenuto tecnico:
  • Il Codice di Pratica: che, a differenza della ISO 9001, sintetizza le peculiarità della sicurezza, la necessità dell’autotrasporto e la sfida della logistica;
  • Il Sistema di Accreditamento degli Enti di Certificazione: come richiesta di diffusione del know – how sul settore dell’autotrasporto ed in particolare delle 4 filiere;
  • Gli Ispettori SSA: figure consulenziali, di valutazione del raggiungimento degli obiettivi nelle aziende in termini di sicurezza, in sintonia con la mission del Comitato Centrale.
  • CORSI DEL COMITATO CENTRALE
  • IL COMITATO CON DELIBERA N. 15 DEL 2006 STABILI CHE GLI ISPETTORI DELLA QUALITA’ FOSSERO FORMATI CON UN CORSO DI 40 ORE AL FINE DEL CONSEGUIMENTO DEL TITOLO DI AUDITOR O LEAD AUDITOR
  • IL CORSO SI CONCLUDEVA CON UAN VALUTAZIONE FINALE AD OPERA DI UNA COMMISSIONE D’ESAME NOMITA DAL COMITATO CENTRALE STESSO
  • DA ALLORA SONO STATI SVOLTI 10 CORSI E FORMATI 230 ISPETTORI CHE SONO STATI ISCRITTI IN UN APPOSITO ELENCO
  • LE 4 FILIEREVale qui la pena di approfondire, sia pure brevemente, le caratteristiche di tali tipologie riguardanti:
  • trasporto di merci pericolose
  • trasporto di rifiuti industriali
  • trasporto di derrate deperibili
  • trasporto di prodotti farmaceutici
  • Si evidenzia peraltro che le categorie menzionate hanno caratteristiche comuni, in quanto la tutela della sicurezza per esse espressamente prevista è data dalle gravi conseguenze rappresentate da disattenzioni che per altre tipologie avrebbero invece carattere trascurabile; infatti un qualsiasi incidente che coinvolga un altro tipo di trasporto può avere conseguenze negative anche rilevanti, ma non determinanti per la collettività. IL TRASPORTO DI MERCI PERICOLOSEPer merci pericolosesi intendono tutte le materie o le sostanze che, per la loro natura chimico-fisica, possono rappresentare un pericolo per le persone, gli animali, le cose e, più in generale, per l’ambienteOgni soggetto coinvolto nel trasferimento di merci pericolose (mittente, caricatore, trasportatore, destinatario) ha suoi precisi doveri, a partire dal mittente che deve provvedere:
  • alla classificazione delle merci, alla scelta degli imballaggi appropriati
  • a fornire al trasportatore tutti i documenti necessari per poter effettuare il trasporto a regola d'arte ed in sicurezza.
  • Ad esempio, tra i documenti necessari per il trasporto stradale in Europa che lo speditore deve fornire, sono le “istruzioni scritte”, redatte in tutte le lingue delle nazioni attraversate e in quelle parlate dai conducenti, riportanti le istruzioni da seguire in caso d’incidente stradale. IL TRASPORTO DI MERCI PERICOLOSE
  • Il trasporto di merci pericolose è regolamentato a livello internazionale ed il riferimento di base è costituito da: UN Recommendations on the TransportofDangerousGoodsModelRegulations
  • In tale pubblicazione sono definiti (e aggiornati ogni biennio) i requisiti e le disposizioni comuni a tutti i modi di trasporto, quali, ad esempio:
  • i criteri di classificazione (assegnazione alle diverse classi di pericolosità);
  • l’identificazione degli imballaggi e delle cisterne da utilizzare;
  • le etichette e i marchi da apporre sugli imballaggi e sui contenitori, ecc.
  • Per quanto riguarda il trasporto stradale il riferimento normativo è costituito dall’Accordo Europeo concernente il trasporto internazionale di merci pericolose per strada (ADR) e, più precisamente, dagli Allegati A e B a tale Accordo (di seguito, per semplicità, faremo riferimento a tali Allegati indicandoli come ADR)
  • ADRL’ADR viene aggiornato ogni due anni a cura del gruppo di lavoro costituito presso l’ECE/ONU di Ginevra e composto dai rappresentanti dei 40 paesi (tra i quali l’Italia) che hanno aderito all’ADR.L’ADR, per sua natura, regolamenta i trasporti internazionali.Tuttavia, a seguito della Direttiva 94/55/EC (e successivi emendamenti), esso si applica anche ai trasporti nazionali degli stati membri dell’Unione Europea.LA QUALITA’ NELL’ADRIn merito alla qualità, nel trasporto di merci pericolose, bisogna avere riguardo a numerosi elementi non esclusivamente riferiti al trasporto vero e proprio, ma anche alle condizioni che debbono sussistere   affinché l'esecuzione del trasporto risulti sicura ed affidabile. Ad esempio:
  • La praticabilità ed esclusività delle aree di carico e scarico;
  • Lo scarico controllato per evitare perdite del prodotto dannose per l'ambiente;
  • Controllo della gestione delle emergenze;
  • Adeguato e ciclico addestramento del personale utilizzato;
  • Controllo della salute dei conducenti;
  • Corretta tenuta dei dati statistici riguardanti mezzi e personale:
  • per i mezzi: incidentalità; consumi; costi di manutenzione; condizioni pneumatici; ecc.
  • per il personale: multe; danni; malattie; addestramento e aggiornamento professionale.
  • LISTA MERCI PERICOLOSE
  • La complessità della materia, indica la necessità
  • di esperti
  • di preparazione
  • di formazione
  • di sistemi di qualità
  • OBBLIGHI DEL TRASPORTATORE
  • Nell’ADR sono specificati gli obblighi di sicurezza dei principali operatori del trasporto di merci pericolose:
  • verificare che le merci pericolose da trasportare siano autorizzate al trasporto conformemente all’ADR;
  • assicurarsi che la documentazione prescritta si trovi a bordo del veicolo;
  • assicurarsi “visivamente” che i veicoli non presentino difetti manifesti(es; perdite)
  • assicurarsi che la data della prossima prova per i veicoli cisterna o simili non sia stata superata
  • verificare che i veicoli non siano sovraccaricati
  • assicurarsi che siano apposte le etichette e le segnalazioni prescritte per i veicoli
  • assicurarsi che gli equipaggiamenti prescritti nelle consegne scritte per il conducente si trovino a bordo del veicolo
  • FORMAZIONE DEGLI ADDETTI
  • Per adempiere ai suoi obblighi il committente deve in particolare:
  • garantire che tutto il personale (non solo i conducenti) riceva la necessaria formazione
  • nominare il consulente per la sicurezza
  • Il personale impiegato dal trasportatore deve ricevere una formazione:
  • di base(familiarizzarsi con le disposizioni generali)
  • specifica(proporzionale a compiti e responsabilità)
  • di sicurezza(rischi e pericoli, interventi di emergenza)
  • Conservare (da parte del datore di lavoro e del dipendente) una descrizione dettagliata della formazione;
  • Prevederecorsi di aggiornamento
  • FORMAZIONE CONDUCENTI
  • I conducenti dei veicoli trasportanti merci pericolose devono essere in possesso del CFP (certificato di formazione professionale) che viene rilasciato dopo aver partecipato ad un corso ed aver superato un esame
  • Il CFP ha validità di cinque anni.
  • Per il rinnovo è richiesta la partecipazione ad un corso di aggiornamento ed il superamento di un esame
  • Per tutti i conducenti è previsto un corso di formazione ed un esame di base.
  • Corsi ed esami aggiuntivi sono richiesti per il trasporto:
  • in cisterna
  • di esplosivi
  • di materiali radioattivi
  • CONSULENTE PER LA SICUREZZAOgni impresa, la cui attività comporta trasporti di merci pericolose deve designare uno o più consulenti per la sicurezza dei trasportiIl consulente per la sicurezza può essere il capo dell’impresa, un’altra persona dell’impresa, o una persona esterna all’impresa L’impresa, ai sensi del d.lgs. 40/2000, deve comunicare agli uffici della Motorizzazione Civile i nominativi dei consulenti per la sicurezza (la mancata nomina o comunicazione sono sanzionate)Il consulente per la sicurezza deve essere titolare di un certificato (con validità quinquennale) di formazione professionale, rilasciato dal Ministero dei Trasporti (o dalle autorità competenti di altri Paesi) , dopo aver ricevuto una formazione ed aver superato un esame.CONSULENTE PER LA SICUREZZA
  • Le funzioni del consulente per la sicurezza (sotto la responsabilità del capo dell’impresa) sono:
  • verificare l’osservanza delle disposizioni;
  • consigliare l’impresa nelle operazioni di trasporto;
  • redigere relazione annuale (la mancata redazione della relazione è sanzionata)
  • I compiti del consulente sono inoltre l’esame delle prassi e procedure, quali:
  • procedure identificazione merci
  • valutazione requisiti veicoli
  • verifica attrezzature
  • Formazione del personale
  • procedure emergenze
  • piano di sicurezza (security)
  • ESENZIONI
  • Diverse merci pericolose, se:
  • in piccoli quantitativi
  • in un certo tipo di imballaggi
  • marcate col proprio numero ONU
  • sono esenti da TUTTE le disposizioni dell’ADR
  • Il regime di ESENZIONE PARZIALE non considera la quantità contenuta nei colli, bensì la quantità totale di merce pericolosa trasportata, per cui non vi è l’obbligo:
  • certificato di formazione professionale,
  • istruzioni scritte,
  • marcatura del veicolo,
  • ecc.
  • I RIFIUTIRientrano sotto la definizione di rifiuti tutte quelle sostanze o oggetti che risultano di scarto o avanzo alle più svariate attività umane.La parte IV Testo Unico Ambientale (D. lgs. 152 del 3 aprile 2006, "Nuove norme in materia ambientale” che ha abrogato e sostituito il Decreto Ronchi del 1997) rappresenta il riferimento normativo di settore per l'Italia. È stato inoltre realizzato un elenco dei rifiuti, a livello comunitario, in cui ad ogni tipo di rifiuto corrisponde un codice, detto codice CER (CODICE EUROPEO DEI RIFIUTI). I rifiuti pericolosi sono quelli che nel codice CER sono contrassegnati da un asterisco.LA GESTIONE DEI RIFIUTIPer gestione dei rifiuti si intende l'insieme delle politiche volte a gestire l'intero processo dei rifiuti, dalla loro produzione fino alla loro sorte finale, e coinvolgono quindi: la raccolta, il trasporto, il trattamento (riciclaggio o smaltimento) e anche il riutilizzo dei materiali di scarto, solitamente prodotti dall'attività umana, nel tentativo di ridurre i loro effetti sulla salute dell’uomo e sull’ambiente.Un interesse particolare negli ultimi decenni riguarda la riduzione degli effetti dei rifiuti sulla natura e sull'ambiente e la possibilità di recuperare risorse da essi, e la riduzione della produzione di rifiuti stessi. PRINCIPI DEL SISTEMA INTEGRATO ITALIANOLa questione dei rifiuti è affrontata delineando priorità di azioni all'interno di una logica di gestione integrata del problema. Criteri di priorità (Art 179)
  • Sviluppo di tecnologie pulite;
  • Ideazione e messa in commercio di prodotti che non contribuiscano o diano un contributo minimo alla produzione di rifiuti ed all'inquinamento;
  • Miglioramenti tecnologici per eliminare al presenza di sostanze pericolose nei rifiuti
  • Ruolo attivo delle amministrazioni pubbliche nel riciclaggio dei rifiuti e loro utilizzo come fonte di energia
  • PRINCIPI DEL SISTEMA INTEGRATO ITALIANOPrevenzione della produzione di rifiuti (Art. 180)
  • Corretta valutazione dell'impatto ambientale di ogni prodotto durante il suo intero ciclo vitale
  • Capitolati di appalto che considerino l'abilità nella prevenzione della produzione
  • Promuovere accordi e programmi sperimentali per prevenire e ridurre la quantità e pericolosità dei rifiuti
  • Attuare il DL 18 Febbraio 2005 n. 59 e la direttiva 96/61/CE specifica per la riduzione e prevenzione integrate dell'inquinamento
  • Recupero dei rifiuti (Art 181)
  • il riutilizzo, il reimpiego ed il riciclaggio
  • Produzione di materia prima secondaria trattando
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